Il Processo del Lavoro, in parole semplici

Professionalità e Trasparenza.

Il Processo del Lavoro

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Serie TV, Film e Telegiornali mostrano tribunali e processi giudiziari, cadenzando i momenti di tensione e sottolineando le astuzie degli Avvocati.

Quanto c’è di vero?

Tutelare i propri diritti non è facile. Il primo passo da fare è conoscere gli strumenti.

Senza alcuna pretesa di completezza accademica e con il solo scopo di dare una prima informazione, proverò a mettere a disposizione l’esperienza concreta di 10 anni di Professione forense nell’ambito del Diritto del Lavoro raccontando che cosa accade nel Processo del Lavoro e fornendo qualche consiglio utile.

Il primo passo per comprendere il problema lavorativo che si sta affrontando è chiedere una consulenza.

Un Avvocato esperto in Diritto del Lavoro analizza i fatti, legge i documenti e redige un parere, scritto o orale, sulla questione sottoposta.

Le indicazioni importanti da ricevere sono:

  • la normativa che regola la controversia;

  • la possibilità di azione e di tutela;

  • una stima dei costi e dei tempi dell’azione;

  • un’indicazione del risultato ottenibile e le criticità nella riuscita.

Qualora si decida di iniziare il contenzioso, è opportuno l’invio di una lettera alla Parte avversaria che esplicita le richieste avanzate.

Questo consente la trattazione della controversia al di fuori del processo, che può portare ad un risultato utile in tempi più brevi.

Se non si trova una soluzione conciliativa, è opportuno introdurre il Giudizio presso il Tribunale competente.

Il Tribunale Competente e il Rito:

Ogni controversia collegata al rapporto di lavoro è decisa dal Tribunale del Lavoro.

Le eccezioni sono residuali.

Il Tribunale del Lavoro è una parte (detta “Sezione”) del Tribunale Civile specializzata in controversie di lavoro.

Le leggi che regolano il processo sono chiamate nel loro insieme “Rito”.

Esistono diversi Riti nel sistema italiano.

Il Rito regola i tempi e le azioni dei contendenti e garantisce la “parità delle armi” nel processo.

Il Processo del Lavoro

Per i problemi di lavoro, è possibile ricorrere al Tribunale con diversi “Atti Introduttivi”.

L'”Atto introduttivo” è un documento con il quale una persona (fisica o giuridica) chiede al Tribunale di applicare la legge e di far rispettare un suo diritto.

L’Avvocato del Lavoro che redige un atto introduttivo dovrà

  • raccontare i “Fatti”,

  • indicare le “Norme di Diritto” applicabili,

  • formulare una “Richiesta” concreta inviata da parte del suo Cliente a un altro soggetto;

  • indicare le “Prove”.

Vi sono diversi Atti Introduttivi nel processo del lavoro. I più frequenti sono il “Ricorso per Decreto Ingiuntivo” e il “Ricorso ex art. 414 c.p.c.”.

Il Ricorso per Decreto Ingiuntivo può avere come oggetto solo la richiesta di pagamento di somme certe, liquide, esigibili e provate in forma scritta. In ambito giuslavoristivo viene azionato prevalentemente nel caso di stipendi non pagati.

Il Ricorso per Decreto Ingiuntivo è una procedura veloce, ma spesso l’Avvocato del Lavoro preferisce non utilizzarlo in quanto limita la richiesta del Cliente alle sole retribuzioni non pagate, mentre l’oggetto del contenzioso può essere più ampio.

L’Avvocato del Lavoro utilizza, generalmente, come Atto Introduttivo il Ricorso ex art. 414 c.p.c.

Il Ricorso ex art. 414 c.p.c.

Il ricorso al Giudice del Lavoro segue una procedura specifica e orientata alla riduzione dei tempi del processo.

Nel processo, sono chiamate “Parti” tutti i contendenti presenti nel procedimento.

La Parte Ricorrente è il soggetto che “ricorre” al Tribunale per difendere un suo diritto, mentre la Parte Resistente è il soggetto che “resiste” alle richieste.

L’Avvocato del Lavoro inizia la controversia attraverso un Ricorso ex art. 414 c.p.c..

Il Ricorso è un documento che contiene la narrazione del fatti accaduti, la richiesta che si vuole fare e le ragioni giuridiche che la motivano.

Una particolarità del Ricorso ex art. 414 c.p.c. è la necessità di indicare, fin da subito, tutte le prove a sostegno della ricostruzione dei fatti presentata. Lo scopo è accelerare il procedimento.

Al deposito del Ricorso presso il Tribunale, la causa è assegnata a un Giudice del Lavoro, il quale fissa un’udienza di comparizione per le Parti.

L’Avvocato del Lavoro della Parte Ricorrente deve notificare alla Parte Resistente il ricorso e l’avviso di fissazione della prima udienza (decreto di fissazione). E’ necessario avvisare la Parte avversaria perché questa si possa difendere.

La Parte Resistente incaricherà un Avvocato del Lavoro di redigere un atto a sua difesa.

L’Avvocato del Lavoro della Parte Resistente ha tempo fino a 10 giorni prima dell’udienza per depositare presso il Tribunale una “Memoria di costituzione”.

La Memoria di Costituzione è un documento in cui la Parte Resistente si difende dalle richieste descrivendo i fatti dal suo punto di vista e indicando le ragioni giuridiche che intende opporre. Anche in questo caso, le prove a sostegno della difesa devono essere tutte indicate in questo atto.

La Prima Udienza è, nel concreto, un incontro convocato dal Giudice presso un’Aula del Tribunale in cui saranno presenti gli Avvocati del Lavoro e le Parti.

Le persone giuridiche (come le società, le cooperative e le associazioni) sono presenti in giudizio attraverso una persona fisica che può rappresentarle e decidere per loro (come l’amministratore delegato, o il presidente).

Alla prima udienza, il Giudice tenta la conciliazione delle Parti suggerendo un punto di incontro tra le diverse pretese (ad esempio il pagamento di una somma di denaro). Se entrambi i contendenti aderiscono alla proposta di transazione, il procedimento ha termine già in questa fase.

Se non si trova un punto di transazione, il Giudice deve ammettere le prove nel procedimento per poter capire i fatti, quindi, se lo ritiene necessario, fissa un’udienza per ascoltare gli eventuali testimoni.

La verità storica, cioè quello che è successo in concreto, dovrà essere “introdotta” nel Processo attraverso le Prove.

In questa fase, le Parti dovranno dimostrare cosa è successo. Il Giudice per fare chiarezza utilizza sia i documenti che la testimonianza delle persone che hanno assistito ai fatti.

Ascoltati i testimoni, il Giudice invita gli Avvocati delle Parti a formulare un’arringa per difendere le ragioni del proprio Cliente.

Immediatamente dopo questa fase, il Giudice emette il “Dispositivo”, cioè decide sulle richieste azionate delle Parti.

La motivazione del dispositivo può essere contestuale (immediata) o depositata in cancelleria entro 60 giorni dalla decisione.

La Sentenza è il documento con cui il Tribunale decide la controversia, ed è costituita dal “Dispositivo” e dalla sua motivazione.

La Sentenza è un “Titolo Esecutivo”, cioè è possibile far eseguire l’ordine del Giudice anche se la Parte non vuole attraverso il “Processo Esecutivo”.

Se hai bisogno di un approfondimento, non esitare a contattare lo Studio Legale Bonato.

I diversi “Riti” processuali portano alla necessità di una specifica formazione per la materia del professionista.

Per i problemi di Diritto Penale, lo Studio Legale Bonato ha consolidato una robusta collaborazione con lo Studio Legale Pasian e con lo Studio Legale Carpoca, con il quale condivide l’intendo di rendere il il Diritto una materia comprensibile.
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